domenica 31 agosto 2025

Buon Compleanno! 생일 축하해요 "Jungkook"


Jeon Jungkook nasce a Busan il 1 Settembre 1997 ed è un dancer e main vocalist dei BTS. All’interno del gruppo ha scelto di usare il suo stesso nome come stage name. Nel 2011 partecipa alle audizioni per il programma Superstar K, per cui non viene preso, ma da questa audizioni riceve offerte da sette agenzie, tra cui sceglie la Big Hit Entertainment. Nonostante avesse ricevuto altre offerte da compagnie ben più importanti della Big Hit, sceglie di andare proprio in quella perché rimane impressionato dal carisma di Namjoon vedendolo esibirsi, tanto che ad oggi lo definisce ancora come il suo primo ed ultimo modello di vita. Fin da subito Jungkook dimostra di essere incredibilmente talentuoso, bravo nella danza, nel canto e nel rap. Un vero all rounder che viene subito soprannominato dagli altri The Golden Maknae.  Inoltre Jungkook presenta molti altri talenti, essendo abile nello sport, nel disegno, nella fotografia e nel video making. In particolare questa ultima passione lo ha portato a realizzare dei brevi video dedicati ai suoi compagni di gruppo e pubblicati sul canale BangtanTV sotto il nome di Golden Closet Film. Essendo Jungkook il più piccolo del gruppo, sostiene sempre che la sua personalità sia un risultato di quelle di tutti gli altri membri che hanno lasciato un segno su di lui. È molto legato a tutti i membri, che per lui sono stati fin da subito una vera e propria famiglia che l’ha aiutato a crescere avendo lasciato la sua quando aveva appena tredici anni. Dedica proprio a loro la canzone “Begin”, contenuta nell’album “Wings”, dove li chiama fratelli e dichiara che l’unica cosa al mondo che lo fa stare male è vederli soffrire. Jungkook è probabilmente il più introverso del gruppo, nonostante ciò adora punzecchiare i suoi amici una volta che ci entra in confidenza. È il più grande critico di sè stesso e nonostante le continue rassicurazioni dei suoi hyung sul suo talento cerca sempre di migliorarsi. Adora giocare ai video giochi, ascoltare e comporre musica ed allenarsi nel suo tempo libero.

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Fonte: https://www.btsitalia.org/



Nel giugno 2013, Jung Kook ha esordito come membro dei BTS  con l'uscita del singolo 2 Cool 4 Skol.  Nel corso degli anni, ha scritto e prodotto diverse canzoni per il gruppo, tra cui Love is Not Over e Magic Shop. Nel settembre 2015, ha partecipato alla campagna "One Dream, One Korea" e alla sua canzone corrispondente, una collaborazione tra più artisti coreani in memoria della Guerra di Corea. . La canzone è stata pubblicata il 24 settembre e presentata al One K Concert a Seul il 15 ottobre dello stesso anno. Nel 2016 ha fatto da presentatore speciale in una puntata di Show! Eum-ak-jungsim, è apparso nel pilot del varietà Kkonnor-ipae e in cinque episodi del reality show Kkonminam bromance reality   in coppia con Lee Min-woo degli Shinhwa.  Inoltre si è esibito a Bongmyeon ga-wang  con il nome di Fencing Man, gareggiando negli episodi 71 e 72. A luglio ha presentato il Show! Eum-ak jungsim Summer Festival a Ulsan insieme a Jimin, Kim Sae-ron e Kim Min-jae,  mentre a dicembre dello stesso anno ha partecipato al KBS ga-yo daechukje, interpretando la canzone I'm a Butterfly insieme ad altri artisti nati nel 1997. A quello stesso anno risale il suo assolo Begin, contenuto nell'album Wings,  in cui ha parlato del suo trasferimento a Seul per diventare un idol e dell'incontro con i membri dei BTS. Nel febbraio 2017 si è diplomato in Musica applicata alla School of Performing Arts di Seul, laureandosi in seguito alla facoltà di Intrattenimento e telecomunicazioni della Global Cyber University.


Un suo brano solista intitolato Euphoria, usato come colonna sonora  del cortometraggio dei BTS Euphoria: Theme of Love Yourself 起 Wonder, è stato incluso nella raccolta del 2018 Love Yourself Answer, ha raggiunto la quinta posizione nella classifica di Billboard Bubbling Under Hot 100  ed è rimasto per 13 settimane nella World Digital Song Sales. Il 25 ottobre 2018 Jung Kook ha ricevuto l'Ordina al merito culturale di quinta classe dal Presidente della Corea del Sud  insieme agli altri membri dei BTS. Il 6 novembre, ha eseguito We Don't Talk Anymore  insieme al cantante statunitense Charlie Puth durante la prima edizione dei Genie Music Award.

Nato da padre cristiano e madre buddhista,  ha dichiarato di non appartenere a nessuna confessione religiosa.


Nel settembre 2020 è diventato azionista della Hybe  con 68 385 quote a suo nome.

Grazie a una nuova legge promulgata nel 2020 dalla Corea del Sud per gli artisti che hanno contribuito allo sviluppo culturale del Paese, ha potuto posticipare il servizio militare fino al suo 30º compleanno, quando normalmente i maschi sudcoreani devono svolgerlo entro i 28 anni. Il 22 novembre 2023 ha richiesto l'annullamento del rinvio, avviando le pratiche per iniziare la leva, che ha cominciato il 12 dicembre successivo al campo d'addestramento della quinta divisione di fanteria a Yeoncheon.  È stato congedato l'11 giugno 2025. Jung Kook è un tenore,  Kim Min-sook di Reputation ha descritto la sua voce come "morbida" e adatta alle canzoni sentimentali, lodandolo per la capacità di mantenere un'intonazione  stabile anche mentre balla, mentre Mary Siroky di Conseguence  ha scritto che "ha una voce chiara, capace, costruita per la musica pop". Brian Hiatt di Rolling Stone  l'ha definito "straordinariamente pieno di sentimento", mentre il critico musicale Kim Young-dae ha considerato la sua interpretazione il punto di forza di brani come Danger in Dark & Wild,  Butterfly e Autumn Leaves in The Most Beautiful Moment in Life, Pt.2, e Lost in Wings,  oltre che nell'assolo Euphoria contenuto in Love Yourself Answer,  giudicando la sua voce "specialmente notevole, sia per la tecnica, sia per la sua capacità dettagliata ed espressiva che attribuisce molta poesia a note ordinarie". Per lo scrittore di musica Randy Suh, ha un acuto senso del ritmo e del tono, e il suo modo di cantare, che si avvicina maggiormente a quello dei cantanti pop americani rispetto a quello dei cantanti coreani, "arriva sempre con una dose di arioso affanno, giocando un ruolo chiave nelle sue transizioni fluide tra voce di petto  e di testa". Il 1º gennaio 2023, Rolling Stone l'ha inserito in posizione 191 nella lista dei 200 cantanti migliori di tutti i tempi, scrivendo che "raggiunge le note alte con facilità e armonizza con gli altri membri [dei BTS] senza sforzo, dando sempre al suo pubblico nuovi ad-lib e riff  vocali inaspettati per mantenere alto l'interesse". Nelle prime opere dei BTS ha alternato il canto al rap. Cita Justin Timberlake, Usher, Justin Bieber  e gli altri membri dei BTS tra le sue ispirazioni musicali, mentre ha indicato RM  come suo modello di ruolo, attribuendogli la nascita del suo interesse per il canto prima ancora di entrare alla Big Hit. A gennaio 2024 è diventato membro della Korea Copyright Music Association.


Gli oggetti utilizzati da Jung Kook vanno spesso esauriti velocemente, pertanto è stato soprannominato "Sold Out King" dai media. Tra essi figurano delle scarpe, un ammorbidente  per abiti, un vino, una marca di kombucha,  degli hanbok  e il romanzo I Decided to Live as Me di Kim Soo-hyun, che è diventato un best seller sia in Corea che in Giappone ed è stato conseguentemente pubblicato anche in Thailandia, Cina e Indonesia. Nel luglio 2019, ha dato il via alla moda degli hanbok modernizzati nell'industria dell'intrattenimento coreano dopo averne indossato uno in aeroporto, con diverse celebrità come  Jun Hyun-moo, Jang Do-yeon, Gong Hyo-jin, Oh Seung-hwan e Park Joo-ho che li hanno indossati seguendo il suo esempio. Alcuni artisti l'hanno citato come fonte d'ispirazione e modello di ruolo, quali Kim Dong-han  e gli Hyeongseop X Euiwoong.  Nel 2023 è stato inserito da The Hollywood Reporter  nella lista dei 25 artisti che hanno rappresentato l'anno in campo musicale per il successo riscosso con Seven. Il 14 aprile 2023 ha donato un miliardo di won all'Ospedale per l'Infanzia dell'Università Nazionale di Seul per la cura dei bambini provenienti da famiglie con basso reddito. Nel marzo 2025 ha devoluto lo stesso importo per far fronte agli incendi boschivi nella Corea meridionale.

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Fonte: https://it.wikipedia.org/










venerdì 15 agosto 2025

Buon Ferragosto!



Ferragosto, che festa è? Riti e tradizioni in Italia e all'estero

Festa nazionale, il Ferragosto nasconde una meditazione sul cambiamento e sulla nuova stagione all’orizzonte. Origine, dove festeggiare e perché.

Ferragosto, simbolo dell’estate al suo culmine e festa nazionale: il 15 agosto evoca la spensieratezza delle vacanze, ma dietro a ombrelloni e grigliate si nasconde una storia molto più antica, che intreccia fede cristiana, riti ancestrali e trasformazioni sociali
Chi si festeggia il 15 agosto?
Origini e storia di Ferragosto
Ferragosto: dal significato antico all’epoca moderna
Ferragosto in Italia e all’estero
Processioni in mare per Ferragosto: dove andare
riccamente decorata.
Riti antichi e culti popolari d’estate


Nel giorno di Ferragosto, il 15 agosto, la Chiesa cattolica celebra l’Assunzione di Maria, secondo la tradizione accolta in cielo, corpo e anima. La concezione della Vergine assunta, risparmiata dalla corruzione della morte terrena, fu proclamata dogma soltanto nel 1950 da papa Pio XII, tuttavia appartiene a una credenza antichissima, radicata nella tradizione cristiana. Una convinzione che esisteva da secoli, tanto che una festa in suo onore veniva celebrata già in epoca bizantina. Il senso di questa tradizione affonda in epoche remote, antecedenti persino al mondo cristiano. 
Le prime testimonianze storiche di una festa mariana a metà agosto risalgono al VI secolo in Oriente, dove si venerava la Dormizione di Maria, intesa come “sonno” e passaggio al cielo. Fu l’imperatore Flavio Maurizio Tiberio (539-602 d.C.) a fissarne ufficialmente la data al 15 agosto. A Roma la festa venne introdotta nel VII secolo da papa Sergio I, il quale istituì processioni in onore della Vergine. Successivamente, in epoca carolingia, tra l’VIII e il IX secolo, l’Assunzione venne integrata stabilmente nel calendario liturgico latino, diffondendosi in tutta l’Europa cristiana grazie alla riforma religiosa voluta da Carlo Magno.

La scelta della data? Non è casuale. Il momento sovrascrive un precedente, già importante nell’antica Roma, quando il popolo, nelle stesse settimane, poteva concedersi un periodo di riposo collettivo dopo la grande fatica dei raccolti estivi.

Come spiega l’etimologia del termine, la parola Ferragosto evoca il legame con i giorni di riposo e con l’imperatore Augusto, Feriae Augusti. Ma davvero si deve al celebre condottiero l’origine della festa? In realtà, ai tempi dell’antica Roma, agosto era già un mese ricco di festività legate ai cicli della terra. L’estate in agricoltura è un momento febbrile. Nel mondo latino nelle stesse settimane si lavorava duramente per raccogliere le messi e si celebravano le feste del grano che ancora oggi restano testimonianza del pane, simbolo di vita e del lavoro dell’uomo. In agosto si celebravano le divinità della fertilità e della natura, come Ops, Consus, Cerere e Diana, offrendo doni e ringraziando per il raccolto. Alcune di queste antiche feste cadevano proprio a metà agosto, tra il 13 e il 19 del mese, quando la stagione iniziava lentamente a disporsi verso un nuovo cambiamento.

La luna piena dei fieni e dei temporali estivi di luglio è ormai trascorsa. Le erbe profumate che serviranno agli animali per l’inverno sono state tagliate e disposte nei covoni, i granai sono pieni. Anticamente iniziava il tempo in cui ballare e godere delle ultime lunghe serate piene di stelle, prima del ritorno del tempo in cui rallentare. Si trattava di feste popolari, contadine, molto sentite, che celebravano il potere vitale del grano. Dentro, nascondevano la meditazione sulla parabola estiva che giunge al suo apice prima della fine della bella stagione e l'inizio dell’autunno.

Sembra che nel 18 a.C. l’imperatore Ottaviano Augusto decise di unificare queste festività sotto il nome di Feriae Augusti, “il riposo di Augusto”, attribuendole un valore ufficiale e imperiale. Fu una mossa politica e simbolica, che consolidò sia il calendario civile, quanto il culto personale di Augusto. Da allora, il 15 agosto divenne un giorno speciale di celebrazione pubblica, con corse di cavalli, giochi, riposo collettivo, distribuzioni di cibo e doni. Durante le Feriae, si svolgevano riti propiziatori per la fertilità dei campi, sacrifici alle divinità rurali, banchetti, combattimenti e spettacoli teatrali; ma anche gesti più intimi e domestici, come le offerte votive nei templi e i pasti condivisi in famiglia. Già all’epoca, era consuetudine che i padroni concedessero giorni di riposo e piccole ricompense ai lavoratori e agli schiavi delle campagne, come segno simbolico di chiusura del ciclo agricolo. Lo attestano fonti come i Fasti di Ovidio e diversi documenti epigrafici, che testimoniano doni e gesti di riconoscenza ai lavoratori che prendevano parte alla vita della villa rustica. Nel sudore e nella polvere sollevata dagli zoccoli dei cavalli durante il Palio di Siena, che tradizionalmente si corre il 16 agosto in onore della Madonna Assunta, ritroviamo traccia dell’emozione collettiva che dovevano avere le corse equestri di tanti secoli fa durante il periodo dedicato all’otium.


Con l’avvento del cristianesimo, molte feste pagane furono reinterpretate alla luce del nuovo culto. Nelle celebrazioni dell’Assunzione insieme al senso di solennità, nel profondo, continuò a essere viva l’idea di pausa, condivisione e spensieratezza. 
Presente nel calendario liturgico per secoli, la giornata diventa festa civile in Italia nel Novecento. È allora che il regime fascista lancia una tradizione destinata a cambiare lo stile di vita italiano (e il modo di vivere l’estate). 

A partire dagli anni Trenta diventano famosi i Treni Speciali Celeri per Servizi Festivi Popolari, meglio noti come “Treni popolari di Ferragosto”, o “Treni popolari”, viaggi a basso costo per consentire anche alle classi lavoratrici di trascorrere una giornata al mare o in montagna. Il Ferragosto assume così una nuova dimensione, non solo religiosa o agricola, ma anche sociale e turistica. Il progetto, promosso in collaborazione con l’Opera Nazionale Dopolavoro (OND), fu inaugurato il 2 agosto 1931 su iniziativa del Ministero delle Comunicazioni, allora guidato da Costanzo Ciano. Il servizio dei “Treni popolari di Ferragosto” era pensato per offrire ai lavoratori italiani viaggi a prezzi calmierati verso mare, laghi o montagna e prevedeva partenze regolari da numerose città italiane con tariffe accessibili anche alle classi meno abbienti, grazie a biglietti scontati fino al 70% rispetto alla media. Per molti italiani dell’epoca, quei treni furono la prima occasione di “villeggiatura”, una giornata o un fine settimana in località fino ad allora riservate a pochi. Si poteva scegliere tra gite giornaliere (con andata e ritorno in giornata) o soggiorni brevi di tre giorni, di solito dal 13 al 15 agosto. Il servizio fu attivo per quasi un decennio e si interruppe solo nel settembre del 1939, con l’entrata dell’Italia nel clima prebellico. In quel periodo, milioni di persone viaggiarono grazie a questi convogli, contribuendo a creare quella che sarebbe diventata un’autentica tradizione italiana: la gita di Ferragosto.

Sebbene Ferragosto sia un’espressione tutta italiana, il 15 agosto è festa pubblica anche in molti altri Paesi, soprattutto a tradizione cattolica od ortodossa. In Spagna, ad esempio, la giornata dell’Asunción de la Virgen è celebrata con grande partecipazione popolare. Tra le celebrazioni più note del Ferragosto spagnolo c’è il Misterio de Elch, Misteri d’Elx, in Andalusia, dove ogni anno si mette in scena una drammatizzazione sacra medievale che racconta la Dormizione, l’Assunzione e l’incoronazione della Vergine Maria, dal 2001 riconosciuto Capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’umanità Unesco. Nella capitale, a Madrid, i festeggiamenti di Ferragosto coinvolgono interi quartieri, con musiche, danze, fiori e processioni, mentre nei piccoli borghi del Sud la tradizione si fonde con il calendario dell’estate agricola, proprio come accadeva un tempo nel Mediterraneo.

Nel mondo greco-ortodosso, il 15 agosto è una data chiave: la Dormizione della Vergine, celebrata in tutta la Grecia. In molte isole, come Tinos, migliaia di fedeli si riuniscono nei monasteri, spesso a piedi scalzi, per rendere omaggio alla Madonna con luminarie, canti e tavolate all’aperto che uniscono sacro e profano.

Anche a Malta, la festa è particolarmente sentita: per Santa Marija, tra il 14 e il 15 agosto, ogni villaggio organizza processioni e spettacoli pirotecnici. E al di là dell'Atlantico? In Paraguay la Vergine dell’Assunzione è patrona della capitale Asunción, fondata il 15 agosto del 1537 da Juan de Salazar y Espinosa, per questo ogni anno la città festeggia la giornata con riti religiosi, sfilate e celebrazioni.

Il 15 agosto in alcune località sulla costa è tradizione celebrare il giorno dell’Assunta con processioni sul mare. Le statue della Madonna vengono portate su barche addobbate, tra canti, fuochi e benedizioni per pescatori e naviganti.

A Fiumicino la statua della Madonna Assunta viene imbarcata su un peschereccio storico, il celebre “Nonno Ciro”, e seguita da una flotta di barche addobbate che salutano la Vergine con una corona d’alloro lanciata al largo.

Nel Cilento, le comunità di Maiori e Santa Maria di Castellabate celebrano ogni 15 agosto la festa di Santa Maria a Mare. La statua della Vergine, secondo la tradizione rinvenuta in mare, viene portata in processione tra le vie del borgo fino al porto, dove è poi caricata su una barca. Una flotta di pescherecci addobbati la accompagna al largo, mentre la costa si prepara allo spettacolo dei fuochi d’artificio.

In Calabria, a Praia a Mare, la ricorrenza prende forma con la festa della Madonna della Grotta. Al tramonto, la statua raggiunge la spiaggia, viene issata su un’imbarcazione e compie il giro dell’isola Dino, seguita da un corteo di barche tra preghiere e benedizioni sul mare. Le celebrazioni durano tre giorni, dal 14 al 16 agosto, per poi concludersi con un grande spettacolo pirotecnico visibile da tutta la costa.

Processioni marittime, cortei di pescherecci, benedizioni delle acque e fuochi d’artificio si susseguono lungo le coste da Gaeta a Catanzaro fino a Ragusa, Villaputzu, in Sardegna, o Tropea, dove la “Processione della Madonna dell’Isola”, il 15 agosto, prevede la discesa della Sacra Famiglia lungo la scalinata a picco sul mare, seguita dall’imbarco della statua su una barca

Anche a Riva Trigoso, in Liguria, la sera del 15 agosto la statua della Vergine raggiunge il mare insieme a tre crocefissi portati in spalla e caricati sulla barca: è la Madonna del Buon Viaggio. L’ora dorata del tramonto che avvolge le processioni sul mare e i riti dell’Assunzione ci ricordano un altro aspetto di cui il sonno sacro di Maria è simbolo: un tempo che riguarda il viaggio della luce e una nuova fase, della terra e della natura.

Ferragosto, nella sua dimensione religiosa, è dedicato all’Assunzione di Maria, ma i suoi riti affondano le radici in un universo ancestrale. Nelle campagne italiane, Ferragosto era il tempo delle “acque benedette” e dei “fuochi della Madonna”: si lasciavano fuori durante la notte recipienti d’acqua e mazzetti di erbe, perché la rugiada ferragostana si credeva avesse poteri curativi.

Una credenza simile sopravvive anche nei Balcani, dove si preparano infusi di fiori raccolti all’alba il 15 agosto, per lavarsi simbolicamente il viso in onore della Vergine.

In Russia, Serbia, Bulgaria e Georgia, dove si segue il calendario giuliano, la festa della Dormizione si celebra il 28 agosto. È considerata una delle dodici grandi feste ortodosse dell’anno e in questa occasione le icone vengono portate in processione, talvolta i campi vengono benedetti, per poi concludere la giornata con un banchetto comunitario che rompe il digiuno.

Nella tradizione slava, la Dormizione della Madre di Dio simboleggia la fine dell’estate agricola: invocata per accompagnare i defunti verso la pace, è simbolo di protezione e di continuità tra la vita e la morte.

La bella stagione volge al termine. Le sere in un attimo diventeranno più fresche e buie: ci lasciamo l’estate alle spalle e davanti a noi soffia già il vento di un nuovo cambiamento. Ferragosto, culmine dell’estate, racconta anche la sua fine: è il saluto al sole e alla luce più intensa dell’anno, mentre dietro l’angolo la stagione autunnale invita la mente ad aprirsi a nuove energie.


Fonte: https://www.lacucinaitaliana.it/



martedì 12 agosto 2025

La nascita della terra secondo leggende e credenze Orientali


Le leggende orientali sulla nascita della Terra offrono diverse narrazioni, spesso legate alla mitologia e alla cosmogonia di diverse culture. In Cina, il mito di Pangu narra di un gigante che, rompendo il guscio di un uovo cosmico, separa il cielo dalla terra. In Giappone, la creazione è attribuita a Izanagi eIzanami, che, secondo il mito, crearono le isole giapponesi e altre terre immergendo una lancia ornata di gemme nell'oceano.  Ecco alcune delle principali leggende:

Cina:

Il mito di Pangu:
In principio, l'universo era un caos contenuto in un uovo cosmico. Pangu, un gigante, nacque e ruppe l'uovo, separando il cielo (leggero) dalla terra (pesante).
La dea Nuwa:
Dopo la creazione della terra da parte di Pangu, si narra che la dea Nuwa creò gli esseri umani plasmando figure d'argilla e dando loro vita. 
Giappone:
Izanagi e Izanami:
Le divinità Izanagi e Izanami, fratello e sorella, ricevettero il compito di creare le terre. Con una lancia, crearono le isole, tra cui quella di Onogoro, dove poi si stabilirono e generarono le altre isole che compongono il Giappone.
Il Kojiki:
Il mito della creazione, narrato nel Kojiki, descrive il caos primordiale, la nascita del cielo e della terra, e il ruolo di Izanagi e Izanami nella formazione delle isole giapponesi. 
Altre narrazioni:

  • In alcune versioni, si narra che Pangu, morendo, trasformò il suo corpo in vari elementi della natura, come il vento, le nuvole, il sole, la luna e i fiumi. 
  • La leggenda di Nuwa che crea gli uomini può essere vista come un modo per spiegare la riproduzione umana e la sua continuità. 
Queste leggende non sono solo storie, ma riflettono le credenze e i valori delle culture orientali, offrendo spiegazioni sulla creazione del mondo e dell'umanità. 



Le leggende coreane sulla nascita della terra sono ricche di miti e racconti che spesso intrecciano elementi cosmogonici con la fondazione della nazione. Il mito più famoso è quello di Dangun, il leggendario fondatore della Corea, che narra la discesa di Hwanung, figlio del dio del cielo Hwanin,  sulla Terra e la sua unione con un'orsa trasformata in donna, Ungnyeo,  da cui nacque Dangun. Questo mito, narrato nel Samguk Yusa,  non solo spiega le origini divine del popolo coreano ma sottolinea anche valori come la saggezza, la compassione e la capacità di trasformazione, simboleggiata dalla trasformazione dell'orsa in donna. 
Ecco alcuni dei punti salienti delle leggende coreane sulla nascita della terra:
Il Mito di Dangun:
La storia di Dangun è centrale nella mitologia coreana. Hwanung, figlio del dio del cielo, desidera portare la civiltà sulla Terra e scende sul monte Paekdu,  fondando la città di Sinsi.  Un'orsa, desiderosa di diventare umana, si sottomette a una prova imposta da Hwanung (non mangiare carne di aglio per 100 giorni) e si trasforma in Ungnyeo, donna umana. Hwanung la sposa e da loro nasce Dangun, il fondatore del primo regno coreano,Gojoseon. 
Significato simbolico:
Il mito di Dangun ha diverse interpretazioni simboliche. L'orso, come simbolo di fertilità e legame con la terra, si trasforma in una donna, simboleggiando l'unione tra cielo e terra, e la nascita di una stirpe che governa la terra con saggezza e compassione. 
Varianti e fonti:
Esistono diverse varianti del mito di Dangun, con alcune differenze nei dettagli, ma il nucleo della storia rimane coerente. Il mito è ampiamente narrato nelle fonti storiche coreane come il Samguk Yusa e il Dongguk Tonggam. 
Altre leggende:
Oltre al mito di Dangun, esistono altre leggende che raccontano la creazione del mondo e dell'umanità. Ad esempio, il mito di Changsega narra della separazione del cielo e della terra da parte del gigante Mireuk,  e della creazione degli esseri umani da insetti d'oro e d'argento. 
Questi miti e leggende non solo spiegano le origini del popolo coreano, ma riflettono anche i valori fondamentali della cultura coreana, come il rispetto per la natura, l'importanza della famiglia e la ricerca della saggezza e della virtù.

Fonti: Diversi Siti

 




domenica 10 agosto 2025

Notte di San Lorenzo


La notte di San Lorenzo: origini, tradizioni e idee creative per osservare le stelle

  • un luogo silenzioso, lontano dalle luci artificiali;
  • una coperta stesa sull’erba o su una terrazza;
  • uno sguardo pronto a meravigliarsi.

Osservare le stelle nella notte di San Lorenzo è molto più che cercare una scia luminosa nel cielo: è un’occasione per fermarsi, alzare lo sguardo e lasciarsi sorprendere dalla bellezza dell’universo. È un momento speciale, che unisce grandi e bambini in un’attesa carica di desideri e immaginazione. In questo nuovo articolo di Diario Creativo esploriamo come rendere ancora più coinvolgente questa esperienza, trasformandola in un’attività educativa e creativa da vivere insieme, tra racconti, curiosità e piccoli progetti fatti con le mani… e con il cuore.

Origini e tradizioni: la magia e la storia della notte di San Lorenzo

Ogni anno, nella notte del 10 agosto, il cielo si illumina di migliaia di luci veloci chiamate “stelle cadenti”. In realtà, questi bagliori sono frammenti di polvere e roccia provenienti dallo spazio, che si chiamano meteore. Quando entrano nell’atmosfera terrestre, si scaldano moltissimo e diventano così brillanti da lasciare una scia luminosa che sembra fuoco nel cielo notturno. Questo fenomeno prende il nome di sciame delle Perseidi e dura diversi giorni, regalando uno spettacolo mozzafiato che ha affascinato le persone fin dall’antichità. La notte di San Lorenzo è anche legata a una storia speciale. Prende il nome da un giovane coraggioso, vissuto più di mille anni fa, che ha dato la sua vita per aiutare i più poveri e bisognosi. Era un uomo generoso e fedele, e per questo è diventato un simbolo di bontà e altruismo. Secondo la leggenda, le stelle cadenti che solcano il cielo in questa notte così speciale sono le sue lacrime: ogni anno tornano a brillare per ricordare il suo sacrificio e il suo cuore grande. Ma non è solo una questione di mito! In realtà, le stelle cadenti sono causate dallo sciame delle Perseidi, piccoli frammenti di cometa che entrando nell’atmosfera si incendiano e illuminano il cieloÈ proprio questa pioggia di luce a rendere magica la notte del 10 agosto: da sempre, si dice che chi riesce a vedere una stella cadente possa esprimere un desiderio. Un pensiero segreto, un sogno da custodire... chissà, magari il cielo lo ascolterà! Questa combinazione di scienza e racconto rende la notte di San Lorenzo un momento davvero magico, capace di unire meraviglia, storia e tradizione.

Come raccontare le stelle cadenti ai bambini: un viaggio tra scienza, sogni e fantasia

Le stelle cadenti sono un modo straordinario per avvicinare i bambini alla scienza e allo stesso tempo stimolare la loro immaginazione. Potete spiegare che quelle luci nel cielo non sono stelle vere, ma piccoli pezzi di polvere e roccia che viaggiano a grandissima velocità nello spazio. Quando questi frammenti entrano nell’atmosfera terrestre, si riscaldano così tanto da accendersi e lasciare una scia luminosa chiamata meteora. Questo processo dura solo pochi secondi, ma è abbastanza per incantare chiunque li osservi. Per rendere il racconto più coinvolgente, potete inventare insieme storie e personaggi legati a queste stelle: ogni stella cadente può diventare un messaggero che porta un desiderio speciale, un piccolo viaggiatore dello spazio o un guardiano delle notti destate. Raccontare favole e leggende aiuta i bambini a sentire la magia del cielo, trasformando l’osservazione in un momento di gioco e scoperta. Inoltre, parlare della leggenda di San Lorenzo insegna loro che dietro a ogni fenomeno naturale si possono nascondere racconti di coraggio, amicizia e speranza, rendendo ogni stella cadente un piccolo miracolo da custodire nel cuore.

Come osservare le stelle la notte di San Lorenzo

Per vivere davvero la magia di questa notte speciale, basta poco: Le stelle si vedono meglio dopo le 22, quando il cielo è più scuro e gli occhi si sono abituati al buio. Il picco dello sciame delle Perseidi si verifica solitamente tra il 10 e il 13 agosto, ma l’esperienza è suggestiva anche nei giorni precedenti o successivi. Si può guardare a occhio nudo, contare quante stelle si vedono, oppure associare un desiderio a ogni scia. L’attesa, il silenzio e la condivisione rendono questa serata un’esperienza preziosa per tutta la famiglia.

Fonte: https://www.fila.it/it/it/diario-creativo/



San Lorenzo

San Lorenzo è uno dei sette diaconi di Roma, martirizzato sotto l'imperatore Valeriano nel 258 d.C. La sua morte avvenne il 10 agosto, data in cui si celebra la sua festa. Secondo la tradizione, Lorenzo fu martirizzato su una graticola, e proprio per questo è spesso rappresentato nell'iconografia cristiana con questo strumento di martirio. È considerato il patrono dei cuochi, dei bibliotecari e degli archivisti. Una delle leggende più note legate a San Lorenzo riguarda il suo atto di sfida verso le ricchezze terrene. Quando gli fu ordinato di consegnare i tesori della Chiesa, egli presentò i poveri, gli ammalati e gli infirmi come le vere ricchezze della Chiesa, sottolineando il valore della carità cristiana. La Basilica di San Lorenzo fuori le Mura a Roma è uno dei cinque santuari patriarcali e una delle sette chiese pellegrine della città, costruita sul luogo del suo sepolcro. La sua figura ispirò molti fedeli e la sua devozione si diffuse rapidamente anche al di fuori di Roma. 

Il suo leggendario martirio sulla graticola infuocata ha ispirato non soltanto pittori scultori e architetti, ma, grazie a una coincidenza calendariale, con il periodo più caldo dell’anno, una serie di proverbi meteorologici Si favoleggia che le stelle cadenti del 10 agosto siano le scintille del fuoco che ardeva sotto la graticola di san Lorenzo: levatesi miracolosamente fino al cielo durante il martirio, ricompaiono nella magica notte estiva quando ogni Perseide, così detta perché pare provenire dalla costellazione di Perseo, esaudisce un desiderio: così si afferma. «San Lorenzo dei martiri inozenti, casca dal ciel carboni ardenti» dice un proverbio veneto ricollegando le stelle cadenti alla morte dell’arcidiacono romano. Secondo un’altra tradizione sarebbero invece le lacrime di san Lorenzo versate per i peccati degli uomini. Ispirandosi a questa credenza Giovanni Pascoli scrisse una poesia, X agosto, dove rievocava l’uccisione del padre, avvenuta in quel giorno del 1867:

San Lorenzo, io lo so perché tanto 
di stelle per l’aria tranquilla 
arde e cade, perché sì gran pianto 
nel concavo cielo sfavilla.

Così cominciava per finire:

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi 
sereni, infinito, immortale 
oh! d’un pianto di stelle lo inondi 
quest’atomo opaco del male!

 

Il martire, la cui festa a Roma veniva in ordine di importanza dopo quella dei santi Pietro e Paolo, è ricordato dalla Depositio martyrum che testimonia di un culto già radicato al 10 agosto nel secondo decennio del IV secolo presso il suo sepolcro sulla via Tiburtina. Il Martirologio Gerominiano (V secolo) precisa che era arcidiacono. Secondo la tradizione morì durante la persecuzione di Valeriano nel 258, quando venne ucciso anche papa Sisto II. Il giorno, il mese e l’anno sono confermati dal Liber pontificalis nella biografia di san Sisto II: «Tre giorni dopo la passione del beato Sisto, nel quarto giorno delle Idi di agosto furono martirizzati il beato Lorenzo suo arcidiacono, il suddiacono Claudio, il presbitero Severo, il lettore Crescenzio e il sagrestano Romano». Siccome sappiamo da una lettera di san Cipriano di Cartagine, loro contemporaneo, che Sisto II fu decapitato il 6 agosto 258, durante la fase più acuta della persecuzione, possiamo considerare la datazione del 10 agosto 258 come storicamente fondata. Quanto al supplizio sulla graticola, tanto caro alla tradizione popolare così come all’iconografia, gli agiografi lo escludono sebbene sant’Ambrogio, che ne ha narrato la storia con toni oleografici, lo affermi esplicitamente, non diversamente da san Massimo che in un sermone scriveva: «Si dice che quel crudelissimo persecutore abbia stabilito per lui questa punizione: collocato un mucchio di carboni ardenti e steso su una graticola di ferro, Lorenzo avrebbe dovuto consumarsi a fuoco lento». E il vescovo di Milano commentava: «Lorenzo illuminò il mondo con quella luce da cui fu egli stesso avvolto e riscaldò d’amore i cuori dei fedeli con le fiamme fra cui consumò il suo martirio». Probabilmente i due santi, vissuti un secolo dopo, tramandavano già una truce leggenda. In realtà l’imperatore Valeriano col rescritto inviato nell’agosto del 258 al senato aveva ordinato l’immediata esecuzione capitale dei vescovi, presbiteri e diaconi escludendo qualunque tortura; sicché si pensa che Lorenzo sia stato decapitato come papa Sisto II che lo ha preceduto nel martirio. Sul suo sepolcro fiorì la leggenda narrata compiutamente nella Passio Polycronii, la cui prima redazione risale alla fine del V secolo e fu poi arricchita di nuovi particolari sino alla Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine. Si narrava che Lorenzo era spagnolo. Il vescovo Sisto lo aveva conosciuto recandosi a un concilio convocato a Toledo – ma la più antica assemblea generale della Chiesa tenuta in quella città è documentata soltanto nel 589 – e lo aveva condotto con sé a Roma ordinandolo arcidiacono. Un giorno Lorenzo s’imbatté in Sisto II che veniva condotto al martirio. Avrebbe voluto seguire il suo vescovo che però lo dissuase dicendogli che avrebbe dovuto attendere ancora tre giorni. «Non sarebbe conveniente per te vincere a fianco del maestro, quasi avessi bisogno di aiuto» gli diceva secondo il racconto di Ambrogio. «I discepoli deboli possono precedere il maestro, i forti lo seguono. Questi vincono senza il maestro perché non hanno più bisogno del suo insegnamento. Così anche Elia ha lasciato indietro Eliseo. Io incarico te di proseguire la mia virtus di uomo.» In quel momento il prefetto Cornelio Secolare lo riconobbe e, sapendo che l’arcidiacono aveva il compito di custodire i tesori della Chiesa romana, gli ordinò di consegnarglieli. Il santo chiese tre giorni di tempo per radunarli, ma obbedì a modo suo: vendette quei tesori distribuendone il ricavato ai poveri. Poi, raccolti poveri, malati, ciechi e zoppi, li presentò al prefetto dicendo: «Questi sono gli eterni tesori che mai vengono meno, ma sempre crescono». Fu condannato al supplizio della graticola: i carnefici lo distesero su un letto di ferro sotto il quale scoppiettava il fuoco. Mentre le sue carni friggevano, Lorenzo si rivolse al prefetto pronunciando la celebre frase: «Ecce, miser, assasti tibi partem unam, regira aliam et manduca», ecco, miserabile, hai abbrustolito per te una parte, ora rigirami dall’altra e mangia. La Depositio martyrum e il Martirologio Gerominiano concordano nell’indicare il luogo della sepoltura sulla via Tiburtina dove poi Costantino costruì la prima basilica. L’attuale, costruita da papa Onorio III (1216-1227), che vi inglobò quella precedente di Pelagio II (579-590), si trova tuttora sul luogo del sepolcro come si è constatato durante i lavori di ricostruzione per riparare i gravissimi danni del bombardamento angloamericano del 19 luglio 1943. Successivamente a Roma si costruirono altre trentatré chiese in onore di Lorenzo la cui leggendaria origine spagnola è probabilmente la testimonianza della sua popolarità nella penisola iberica fin dai primi secoli del medioevo. Se il supplizio della graticola può essere il frutto della fantasia agiografica, verosimile è invece il racconto del tesoro venduto e distribuito ai poveri. La storia si adatta perfettamente alla persecuzione di Valeriano perché l’imperatore e il suo ministro Macrino miravano anche a impossessarsi del patrimonio della Chiesa. Fra le tante chiese che gli erano dedicate a Roma, San Lorenzo in Palatio, l’oratorio privato del papa nel patriarco lateranense, custodiva il capo del martire, che ora si trova in Vaticano, nella cappella di San Lorenzo: dove il papa ascolta le prediche quaresimali tenute nella contigua cappella Matilde, oggi ribattezzata Redemptoris Mater. Secondo la tradizione a San Lorenzo in Lucina sarebbe conservata in un reliquiario la leggendaria graticola. In un’altra chiesa, San Lorenzo di Panisperna, che in latino significa «pane e prosciutto», nel medioevo si distribuiva ai poveri una pagnottella con companatico secondo una tradizione che si faceva risalire all’arcidiacono di Sisto II.

San Lorenzo – il cui nome latino Laurentius significava originariamente «cittadino o oriundo della città di Laurentum», a sua volta interpretata popolarmente come «città dei lauri» per la comune radice con laurus, la pianta simbolo della vittoria e della sapienza – venne rappresentato quasi sempre nelle sembianze di un giovane con ampia tonsura e rivestito dalla dalmatica. I suoi attributi più frequenti sono la croce, il libro dei Salmi e la graticola che appaiono separatamente o riuniti, come nel mosaico del Mausoleo di Galla Placidia, a Ravenna, che risale al V secolo. Nell’arco trionfale della basilica di San Lorenzo fuori le mura il martire tiene invece tra le mani la croce e il libro con la scritta: «Dispersit dedit pauperibus». Gli sta accanto papa Pelagio che offre il modellino della basilica da lui ricostruita. Più tarda è la borsa del tesoro distribuita ai poveri, come ad esempio nel quadro della scuola di Lorenzo Monaco, custodito al Louvre. La scena della sua vita che ha ispirato la maggior parte dei pittori è quella del martirio sulla graticola che il Tiziano rappresentò in un quadro straordinario, ora alla chiesa dei Gesuati a Venezia, che nei suoi colori sanguigni e funerei allo stesso tempo sembra preludere alla stagione barocca. Il martirio della graticola ha ispirato curiosamente il suo patronato contro gli incendi così come la credenza che alla sua festa si raggiunga l’apice della canicola: «San Lorenzo la gran calura, sant’Antonio la gran freddura, l’una e l’altra poco dura» dice un proverbio meteorologico. Forse questa coincidenza con il periodo canicolare potrebbe spiegare la nascita della leggenda della graticola e il culto straordinario di cui ha goduto il martire, considerato dal poeta Prudenzio il principale artefice della vittoria sull’idolatria a Roma. Non sottovaluterei nemmeno un’altra coincidenza: il 9 agosto si celebrava in epoca imperiale un sacrificio in onore del Sol Indiges, del Sole Indigete, sul colle del Quirinale; mentre il 12 agosto si sacrificava a Ercole Invitto o Trionfatore nel tempio presso il Circo Massimo in ricordo della sua mitica venuta nel Lazio come liberatore: ed Ercole, si sa, è un eroe solare. D’altronde la festa di san Lorenzo cadeva, come oggi d’altronde, proprio nel segno del Leone che è sede del Sole. Sicché non sarebbe del tutto infondato congetturare che a poco a poco, con la graduale conversione dei Romani, si siano trasferiti gli attributi solari di quegli dei pagani sul martire non casualmente «infuocato» nella leggenda.

San Lorenzo è il patrono principale di Grosseto il cui Duomo, ricostruito dal 1294 al 1302 da Sozzo di Rustichino sui resti di una chiesa comacina e più volte restaurato fino al secolo scorso, gli è dedicato. Il culto del martire romano si è diffuso anche in Germania grazie a una coincidenza: il 10 agosto 955 l’imperatore Ottone I vinse gli Ungari a Lechefeld attribuendone il merito a san Lorenzo. In Spagna, come si è già rilevato, lo si considerava un santo nazionale; ed era così venerato che quando Filippo II, tra il 1563 e il 1584, costruì il suo palazzo dell’Escorial, il ricordo di Lorenzo influì sulla progettazione della pianta. Con la nuova grande costruzione il sovrano spagnolo voleva ringraziarlo per una vittoria militare ottenuta per sua intercessione il 10 agosto 1557. Sicché oggi il palazzo ripete nella pianta la forma della leggendaria graticola, come d’altronde la certosa di San Lorenzo a Padula, nella Campania.

Fonte: https://www.santogiorno.it/lorenzo




venerdì 8 agosto 2025

Oggi dolce...


 

Torta di frutta

Una ricetta leggermente complessa ma accessibile a tutti con un po di buona volontà e interesse.

Ah! Per essere precisi, finisce in un batter d'occhio... O meglio, in un batter di denti 😊

Se volete la ricetta precisa scrivetemi pure in privato e ve la manderò volentieri.

Buona serata! 💜

Buon Compleanno! 생일 축하해요 "Jungkook"

Jeon Jungkook nasce a Busan il 1 Settembre 1997 ed è un dancer e main vocalist dei BTS. All’interno del gruppo ha scelto di usare il suo ste...